Dalle montagne ai boschi, dai vigneti ai paesaggi lacustri, l'autunno trasforma la natura in un'esperienza di viaggio. Tra tendenze internazionali, ricerca di autenticità e influenza dei social media, il “foliage” offre una chiave di lettura dell'evoluzione delle preferenze turistiche.
Il 50% dei consumatori statunitensi intervistati da McKinsey utilizza intenzionalmente strumenti di ricerca basati sull'intelligenza artificiale. E nelle risposte generate dall'AI, i siti ufficiali dei brand rappresentano in molti casi appena il 5-10% delle fonti citate.
Ora che produrre contenuti è diventato sempre più semplice e veloce, la vera difficoltà potrebbe non essere crearne di nuovi, ma capire che cosa vale davvero la pena raccontare. Prima dello storytelling viene infatti un lavoro meno visibile, ma sempre più strategico: cercare, selezionare, verificare, organizzare e mettere in relazione informazioni capaci di restituire l’identità di un’organizzazione e il contesto culturale nel quale si muove. È il territorio della content curation, una pratica che oggi può diventare molto più di una semplice attività editoriale.
L’intelligenza artificiale può analizzare migliaia di post, recensioni, articoli e commenti in pochi secondi, riconoscere temi affini anche quando vengono espressi con parole diverse, individuare trend, classificare il sentiment e sintetizzare intere conversazioni online. Una capacità che sta modificando profondamente il web e social listening e che pone una domanda sempre più concreta alle aziende: se le macchine riescono a processare una quantità di contenuti impensabile per una persona, quale spazio rimane per il data analyst?